Innocenzo Megali

“IL VALORE DELLA SOSTENIBILITÀ” LE RIFLESSIONI DI POLITICA E IMPRESE

Grande successo per il convegno organizzato venerdì pomeriggio a Vedelago

Le tante declinazioni della sostenibilità ambientale sono state le protagoniste del convegno “Il valore della sostenibilità”, organizzato a Cavasagra di Vedelago (Treviso), dai Consigli provinciali degli Ordini dei Consulenti del Lavoro di Belluno, Treviso e Venezia unitamente  all’Istituto Scolastico “Abate Zanetti”, Progredior (società specializzata in organizzazione, sviluppo delle competenze e finanziamenti) e Confimea Imprese Veneto, confederazione datoriale di piccole e medie imprese.

Un incontro che ha visto un’importante partecipazione da parte di professionisti e rappresentanti delle imprese di tutto il Veneto, interessati ad approfondire quei temi che – tra caro-bollette, scarsità di materie prime e riscaldamento globale – stanno costringendo l’intero mondo economico-produttivo a rivedere i propri sistemi.

«Il tema dello sviluppo sostenibile tocca infatti direttamente anche le aziende; – ha spiegato l’avvocato Innocenzo Megali, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e da poco rieletto Presidente del Comitato Unitario delle Professioni di Belluno – le imprese devono adeguare i loro programmi a forme di sviluppo compatibili, come rimarcato anche dalla recente riforma costituzionale che ha inserito la tutela ambientale nella Carta. Bisogna quindi lavorare su uno sviluppo che coniughi la tutela dell’ambiente con il diritto all’impresa e al lavoro; servono normative di vantaggio, come una minor imposizione fiscale, che possano sostenere investimenti nella green economy».

Un tema quindi che non può prescindere dalla politica nazionale, come ha sottolineato nel suo intervento l’onorevole veneziana Martina Semenzato (Coraggio Italia), capogruppo in Commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati: «Fondamentale è il rapporto con i territori e con gli enti locali, sentinelle sempre presenti e pronte ad intervenire, così come fondamentali sono le imprese, per le quali è necessario snellire i processi burocratici e alleggerire la pressione fiscale che grava su di esse e sui lavoratori. Nell’audizione di qualche giorno fa in Commissione con il Ministro dell’Ambiente ho sottolineato proprio come il suo Ministero debba essere un facilitatore per le aziende».

I riflettori sono stati poi accesi direttamente sulle imprese, al centro della transizione ecologica per quanto riguarda i temi dell’energia e delle emissioni: «Portare la sostenibilità nelle piccole e medie imprese significa cambiare il sistema di fare impresa. – ha spiegato Roberto Nardella, presidente nazionale di  Confimea Imprese – La consapevolezza di dover cambiare c’è già; serve una nuova formazione mentale per capire cosa vuol dire intervenire sulle filiere, cosa è l’economia circolare, cosa significa transizione ecologica e transizione energetica».

«Il Veneto e le sue imprese si contraddistinguono da sempre per il loro spirito etico e sociale. – gli fa eco Elio Gelain, presidente della neonata sezione veneta di Confimea Imprese – Le piccole e medie imprese venete sono viste come una famiglia, che dà le attenzioni necessarie a tutti i suoi componenti: gli investimenti in tecnologia, ad esempio, portano strumenti che sì migliorano le performance, ma generano ricchezza che ricade sul territorio».

Sostenibilità anche del – e per – il capitale umano, come ha rilevato il Presidente dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Treviso Stefano De Vallier (in rappresentanza delle colleghe presidenti di Belluno e Venezia, Lara Bortot e Patrizia Gobat, collegate in remoto): «La parte più importante che vede impegnati noi professionisti è quella del lavoro etico e del lavoro legale, per garantire un’occupazione idonea e sicura».

La sostenibilità entra nel mondo del lavoro veneto anche attraverso le scuole, tramite i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (l’ex alternanza scuola-lavoro): «I ragazzi che vi partecipano portano nelle imprese la loro esperienza, cresciuta sui banchi di scuola, e si confrontano quotidianamente con chi se ne occupa in azienda. – ha sottolineato Enrico Pizzoli, direttore dell’Istituto Scolastico “Abate Zanetti” – Sui banchi si affronta il tema della sostenibilità non solo in aula, ma anche nei laboratori: penso ai ragazzi che lavorando il vetro nella fornace ne studiano anche il riciclo».

L’incontro si è chiuso con la presentazione dello studio della professoressa Fabiola Massa, Docente di Diritto dei mercati e protezione dell’innovazione all’Università Tor Vergata di Roma, sulle “società benefit”, ossia società che  integrano nel proprio oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sulla biosfera: «Molte aziende non hanno ancora colto l’opportunità di diventare società benefit perché nemmeno sono a conoscenza di questa possibilità, che pure esiste dal 2016, o non hanno ritenuto il caso di acquisirla. – ha spiegato Massa . Il credito d’imposta concesso dal Governo fino al 31 dicembre proprio per l’acquisizione del titolo di società benefit potrebbe essere un incentivo per le piccole e medie imprese italiane di cogliere questa occasione».